Sprache lernen mit Musik

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Für ein 45-minütiges Kurzkonzert in der Aula Magna des Hauptsitzes konnte Prof. Massimiliano Longo (im Bild hinten) einen der besten Musiker der Südtiroler Szene, Andrea Maffei, gewinnen. Gemeinsam mit seiner Gruppe "I Sempiterno" gab der Bozner einige Kostproben seines Könnens, wobei der Schwerpunkt bei den italienischen Liedermachern wie Fabrizio De André lag. Andrea Maffei zählt seit mehr als 40 Jahren zu den Großen der heimischen Musikwelt, bekannt vor allem durch seine erfolgreiche 'Andrea Maffei Spritz Band'. "Sprache lernen mit Musik ist besonders Gewinn bringend", freute sich Organisator Longo nach dem Auftritt, der mit viel Applaus bedacht wurde.

 

Imparare le lingue con la musica è più divertente!

Mercoledì 12 aprile alcune classi del triennio della nostra scuola hanno potuto partecipare ad un evento veramente coinvolgente, organizzato dal Dipartimento di Italiano, legato al mondo della musica pop italiana contemporanea.

Il cantautore altoatesino Andrea Maffei e la sua band attuale “I Sempiterno” (Giovanni Mezzalira ed Elena Congiu entrambi alla chitarra) hanno intrattenuto i nostri ragazzi per circa un’ora con alcuni dei pezzi più significativi del repertorio del cantautore Fabrizio De André, scomparso tragicamente ormai da vent’anni, nonché di altri cantautori celebri come Edoardo Bennato e Ivano Fossati.

In armonia con lo spirito della produzione artistica del cantante ligure, i temi delle canzoni scelte hanno avuto lo scopo di fare riflettere i nostri giovani su tematiche importanti quali il rispetto delle diversità culturali, il coraggio civile necessario per affermare le proprie idee nella società e la giusta considerazione per l'unicità e dell'individualità di ognuno di noi.

Il concerto è stato molto apprezzato dagli alunni, che hanno ascoltato con attenzione e accompagnato i musicisti in alcuni pezzi con il battito delle mani.

La musica, come dimostrato ormai anche dalle scienze cognitive, è uno strumento fondamentale per il potenziamento dell’apprendimento linguistico e della motivazione. È inoltre un veicolo eccezionale per accedere al patrimonio culturale di cui ogni lingua si fa portatrice.

L’esperienza andrà dunque sicuramente ripetuta il prossimo anno!

Massimiliano Longo

Das Video zum legendären De-André-Song

Il Fiume Sand Creek

 

Infos zu "Fiume Sand Creek" (Wikipedia)

Nella canzone De André paragona i sardi agli indiani. Il brano ha come tema un massacro di pellerossa avvenuto nella realtà il 29 novembre 1864, quando alcune truppe della milizia del Colorado, comandate dal colonnello John Chivington, attaccarono un villaggio di Cheyenne e Arapaho situato vicino al fiume Big Sandy Creek, massacrando molte donne e bambini (il numero preciso delle vittime tra gli indiani è stimato essere tra le 125 e le 175). L'episodio è raccontato attraverso il linguaggio innocente e quasi surreale di un bambino, che sopravvive all'avvenimento e crede che tutto ciò che ha visto sia solo un sogno:

«Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso il lampo in un orecchio e nell'altro il paradiso»

Lo stesso De André ha dichiarato di aver tratto i maggiori spunti per il brano da Memorie di un guerriero Cheyenne[9], libro/intervista che raccoglie le memorie del guerriero Cheyenne Gambe di Legno.

Rispetto all'episodio storico, De André e Bubola cambiano il grado militare e l'età del colonnello Chivington, all'epoca dell'età di 43 anni, che diventa "un generale di vent'anni", incrociandolo evidentemente con George Armstrong Custer, autore della parallela strage di nativi del Washita (e forse anche per motivi di metrica).

Il pezzo termina, in terza persona, nel modo più doloroso possibile: «Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek»

Musicalmente, è una ballata in stile folk-rock americano ma allo stesso tempo, per alcuni critici, presenta analogie con il brano Summer '68 dall'album Atom Heart Mother dei Pink Floyd.

Nel 2019 i Pinguini Tattici Nucleari registrano una cover della canzone, inserita nell'album tributo Faber nostrum[12].

 

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