Rückkehr in die Schule: "Vorsicht angebracht"

azzolina

Mit einigen interessanten Äußerungen wartet Unterrichtsministerin Lucia Azzolina (im Bild) in einem Interview mit dem "Corriere della Sera" vom 17. April 2020 auf. So rechnet die Ministerin nicht mit einer Öffnung der Schulen am 18. Mai. "Hier ist Vorsicht angebracht, erst gestern gab es in Italien noch 525 Tote. Die Schulen zu öffnen würde heißen 8 Millionen Schüler auf die Straße zu bringen", sagt die 37-Jährige aus Siracusa (Sizilien). Was die Matura betrifft, hofft Azzolina, dass die Prüfungen nicht online, sondern in der Schule erfolgen können. Südtirols Schullandesrat Philipp Achammer reagierte ziemlich sauer auf die Aussagen der Ministerin.

 

Im Schulwesen muss sich auch Südtirol an die Richtlinen aus Rom halten. Im Unterrichtsministerium in Rom fallen die Entscheidungen für das gesamte Staatsgebiet. Für das Südtiroler Schulsystem gibt es nur wenige (kleine) Möglichkeiten, auf die lokalen Bedürfnisse Rücksicht zu nehmen.

Was die Abschlussbewertungen der Schüler betrifft, sagt Azzolina, dass auch ungenügende Noten wie 4 oder 5 gegeben werden können. Negativ bewertete Schüler steigen in die nächsthöhere Klasse auf, besuchen aber Anfang September Aufholkurse.

Absolut nicht vorstellen kann sich die Ministerin eine Verlängerung des Schuljahres im Juni. Und ebenfalls nicht nicht in Frage kommt für sie, dass im Herbst Turnusunterricht eingeführt wird. Auch Schüler mit Mundschutz möchte Azzolina in der Schule lieber nicht sehen.

 

 

Hier das Interview in vollem Wortlaut

 

Azzolina: riapertura delle scuole?

Non a maggio, troppi morti. A settembre niente doppi turni

La ministra dell’Istruzione: pronta la commissione per la ripartenza. Sarà guidata da Patrizio Bianchi, ex assessore dell’Emilia Romagna. In pagella ci saranno anche i 4 e i 5.

di Gianna Fregonara

In Italia la situazione è ancora troppo pericolosa per tornare subito a scuola come faranno in Germania e forse in Francia. Anche se tutti saranno promossi le pagelle saranno «vere» con bei voti se meritati e le insufficienze, i 5 e anche i 4, se gli studenti non hanno fatto il loro dovere. Di come ricominciare a settembre si occuperà la commissione presieduta dall’ex assessore alla scuola dell’Emilia Romagna Patrizio Bianchi. Ma nel nuovo anno non si faranno veri e propri doppi turni: i professori dovrebbero lavorare il doppio. Ecco la scuola che verrà secondo la ministra Lucia Azzolina.

 

Si può immaginare di anticipare a maggio la riapertura delle scuole?

«Il governo a giorni prenderà una decisione. Ma con l’attuale situazione sanitaria ogni giorno che passa allontana la possibilità di riaprire a maggio. Significherebbe far muovere ogni giorno oltre 8 milioni di studenti».

 

Riaprire dove il virus non c’è quasi più? O mandare in classe i maturandi?

«Scegliere di seguire un principio di cautela, come consigliato dalla comunità scientifica, è una decisione molto politica. E non affatto scontata. Solo ieri ci sono stati altri 525 morti. Non cancelliamo gli sforzi fatti finora».

 

Come fanno i genitori a tornare al lavoro, è possibile un servizio nelle materne?

«I bambini più piccoli sono quelli più a rischio. Ma aiuteremo le famiglie con un’estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter».

 

Tutti promossi, è scritto nel decreto scuola. Ma ci saranno i 5 e i 4 in pagella?

«Se lo studente merita 8 avrà 8, se merita 5 avrà 5. La didattica a distanza ci ha permesso di mettere in sicurezza l’anno che altrimenti sarebbe andato perso. Alla fine tutti avranno un voto. Chi risulta insufficiente recupererà il prossimo anno con attività individualizzate».

 

Per la Maturità esclude che il colloquio si svolga a scuola? Non è un rischio un esame online, mai sperimentato?

«Ricevo lettere di studenti che mi chiedono un esame in presenza: sarebbe auspicabile, vedremo se si potrà. Escludo l’ipotesi mista: studenti a scuola e professori a casa».

 

Perché non si può prolungare la scuola in estate?

«Perché la scuola ha chiuso ma non si è mai fermata. Significherebbe non riconoscere il lavoro di queste settimane. E l’Italia ha già uno dei calendari più lunghi d’Europa».

 

Settembre: per la ripresa ha istituito una commissione, che cosa farà?

«Sarà guidata da Patrizio Bianchi. Lavoriamo per la riapertura ma anche per la scuola che dovrà nascere da questa emergenza. Serve un grande progetto di innovazione».

 

Si ricomincia il primo settembre, anche se alcune regioni sono contrarie? Cominciano solo gli insufficienti o tutti gli studenti?

«Dedicheremo le prime settimane al lavoro per chi è rimasto indietro o ha avuto insufficienze. Ma non abbiamo stabilito le date, lo faremo insieme alle Regioni».

 

Come pensa di avere tutti i professori in cattedra a settembre, c’è un concorso che rischia di non farsi…

«I concorsi si faranno.È l’unico modo per poter assumere a settembre. Quello straordinario per 24 mila precari svolgerà appena le condizioni lo permetteranno. I docenti casomai saranno assunti dal primo settembre».

 

A settembre ci saranno i doppi turni?

«Stiamo valutando tante soluzioni. Sono contraria all’idea di raddoppiare l’orario del personale scolastico. Smettiamo di pensare che un docente lavori solo 18, 24 o 25 ore alla settimana».

 

Allora ci sarà una soluzione mista, un po’ a scuola e un po’ didattica online?

«Se sarà necessaria la didattica a distanza, ci faremo trovare pronti. Oltre ai fondi già stanziati arriveranno presto altri 80 milioni».

 

Lei immagina studenti in classe con la mascherina?

«Non mi piace l’idea di studenti con la mascherina a scuola. E come si fa a chiedere ad un bambino di rispettare la distanza di sicurezza?»

 

achammer Philipp Achammer

 

Ziemlich sauer reagierte Landesrat Philipp Achammer auf die Aussagen der Ministerin: „Wir erfahren diese Neuigkeiten selbst nur aus Interviews, die sie gibt. Die Situation ist einfach völlig inakzeptabel.“

 

Hier ein Interview von stol.it mit Landesrat Achammer:


STOL: Herr Landesrat, wir alle sind verwirrt. Letzte Woche hieß es aus Rom, es gäbe 2 Szenarien bezüglich Schulöffnung. Stichdatum war hier der 18. Mai. Und auch Sie haben das dann im Rahmen der virtuellen Pressekonferenz so bestätigt. Was sagen Sie nun zu den neuen Aussagen der Unterrichtsministerin, dass die Schulen sicher nicht mehr im Mai öffnen. Wurden Sie diesbezüglich von der Ministerin informiert?

Landesrat Philipp Achammer: „Nein, ich muss wirklich sagen: Diese Situation ist wirklich inakzeptabel. Dass ich solche Informationen aus Interviews erfahre, und nicht intern, ist skandalös. Ich habe auf politischer Ebene keine Auskunft, aber schon überhaupt keine Auskunft, erhalten. Und so geht es nicht nur dem kleinen Südtiroler Bildungslandesrat, sondern auch meinen Kollegen der größeren Regionen. Gerade in Zeiten wie diesen brauchen wir klare Aussagen. Und die liefert die Ministerin einfach nicht.Das ist einfach unprofessionell.“ Und dabei gab es vergangene Woche bereits großen Aufruhr nach ihren Aussagen.

 

STOL: Sie fordern also endlich Klarheit aus Rom, um auch die nächsten Schritte planen zu können?

Achammer: Ja, unbedingt. Das ist eine Situation, die für Schüler, Eltern, Lehrer und auch uns einfach inakzeptabel und sehr schwierig ist. Wenn die Schulen geschlossen bleiben bis zum Herbst, dann soll das einfach klar gesagt werden. Wenn wir es endlich wüssten, wüssten wir, wie wir uns darauf vorbereiten können und man könnte mit der effektiven Planung beginnen, zum Beispiel auch einen außerordentlichen Plan für den Sommer ausarbeiten, um die Eltern zu unterstützen. Wir brauchen endlich Gewissheit. Man kann nicht immer alles auf die letzte Minute verschieben.

 

STOL: Rechnen Sie heute noch mit einer offiziellen Bestätigung der Ministerin aus Rom?

Achammer: Nein, das glaube ich nicht. Ich habe bereits Anfang dieser Woche ein Schreiben an die Ministerin gerichtet und eingefordert, dass man endlich Klarheit möchte. Ich habe bis zum heutigen Tag keine Antwort erhalten. Und wie bereits erwähnt, sind alle Regionen, meine Kollegen und ich in derselben Situation. Die Aufruhr ist groß, wir hoffen weiter auf eine schnelle offizielle Mitteilung aus Rom, damit wir diese schwierige Situation in Angriff nehmen können.

 

 

 

 

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